Cenni storici
L’ORIGINE DEL VERMOUTH
La tradizione di aromatizzare il vino con erbe, spezie e radici risale all’antichità e in tutto il bacino del Mediterraneo, dove si era raggiunta una grande maestria nell’arte di fortificare il vino per i più svariati scopi. Si va dal padre della medicina scientifica Ippocrate che ne promuoveva l’uso, fino al politico Catone che, suggerendo di piantare alla base di una vite un’erba purgante, propone un modo nuovo di ricavare un medicinale. L’uso si afferma ulteriormente durante il medioevo con la medicina monastica e i conventi, dove non mancano esperti sia di erbe che di vini; poi, passando per la Scuola medica salernitana e il suorinomato giardino di erbe officinali, arriva fino a noi, grazie alle numerose ricette di vini per le più disparate affezioni presenti in tutte le vecchie farmacopee. L’uso frequente di piante amaricanti come la china, usata soprattutto come tonico e antimalarico, e in particolare dell’Assenzio (Arthemisia absinthium) fa di queste vini medicinali, antidoti di tanti malanni, i precursori del Vermouth. Da molto tempo in alcune aree del Piemonte, il vermouth veniva prodotto nel periodo invernale in botti di medie dimensioni che erano lasciate all’aperto, esposte al freddo, in modo che l’infusione tra vino ed erbe fosse lenta. Si miscelavano vino, alcol e erbe officinali, una ricetta segreta che si tramandava di padre in figlio. E’ nella Torino Liberty di fine ‘800 che il Vermouth diventa di gran moda rispondendo alle esigenze dell’alta borghesia di gustare un aperitivo speciale e fu così che dai caffè di Torino partì la moda dell’aperitivo col Vermouth che ha conquistato il mondo.
UNA BELLA STORIA
Archemisia è frutto dell’amicizia tra Domenico Tappero Merlo e Anna Simioni trisnipote di Carolina Fasoli, nata ad Asti a fine ‘800 e creatrice di questa antica ricetta. Una formula manoscritta che mostrava come “Fare brente tre di Vermouth “. Le indicazioni molto precise richiedevano che “ Il vino deve essere bianco e generoso e le erbe e droghe suddette si possono mettere in un sacco di tela che si disporrà in modo che resti in mezzo del bottale, ove lasciarlo per quindici o venti giorni”. Una ricetta sicuramente pensata per ottenere un Vermouth molto delicato, da gustare in compagnia delle amiche, realizzato ricorrendo ad erbe spontanee e spezie facilmente reperibili. Il nome Archemisia è la sintesi di Archemissa o Camedrio e Artemisia o Assenzio, due ingredienti essenziali che con la scorza di arancio, le radici di genziana e di enola campana e una varietà di altre erbe, fiori, spezie definiscono i tratti di questo originale Vermouth riprodotto fedelmente utilizzando come base un vino “generoso” e di struttura come KIN Erbaluce di Caluso DOCG.
Degustazione
ARCHEMISIA ha un bellissimo colore caramello, intenso e luminoso, con caldi riflessi ambrati. L’impatto olfattivo é nitido, profondo e stratificato. Alle spiccate note di scorza d’arancia amara, china, genziana e radici, segue un finale balsamico di erbe officinali e spezie dolci. Il gusto é ricco, avvolgente, ma ben bilanciato dalla naturale aciditá dell’Erbaluce che rende il sorso scorrevole e persistente, con una piacevole chiosa amaricante.
Abbinamenti
Ottimo ingrediente della mixology, è perfetto ancheliscio come aperitivo o come digestivo a fine pasto. Archemisia si accompagna benè anche col cibo e in particolare coi patè di vitello, di fegato, foie gras e di olive. Eccellente negli abbinamenti con formaggi stagionati e intensi come il Castelmagno, le Tome d’alpeggio mature, ma anche con pecorini intensi e sapidi come il Pecorino Romano, il Fiore sardo e in particolare coi formaggi erborinati e piccanti. Ottimo l’abbinamento col cioccolato fondente e in particolare con le scorzette di arancio e la frutta secca sempre ricoperte di cioccolato fondente, ma anche con dolci lievitati quali panettoni, colombe ed è eccellente col Tiramisù anche come ingrediente del dolce.